Terzo Rapporto SPAD: aumentano le segnalazioni di discriminazione a Bologna

È stato pubblicato nei giorni scorsi il Terzo Rapporto dello Sportello Antidiscriminazioni del Comune di Bologna (SPAD), che offre una fotografia delle discriminazioni nel territorio bolognese. Il capitolo 3, dedicato all’analisi dei dati raccolti, rivela un aumento significativo delle segnalazioni, con 56 accessi totali (+22% rispetto al 2023), di cui 44 classificati come casi pertinenti di discriminazione.

Chi si rivolge allo SPAD e perché

Il 59% delle segnalazioni arriva direttamente dalle vittime, mentre il 34% da persone vicine alla vittima e il 7% da testimoni. Le donne sono le più colpite (62% dei casi), seguite dagli uomini (30%) e da persone non binarie (4%). L’età più rappresentata è quella tra i 19 e i 40 anni (28%), ma preoccupa anche il dato sulle persone over 65 (9,5%) e quello relativo a un minore coinvolto.

Tra le storie raccolte, c’è anche quella di una famiglia di origine straniera aggredita verbalmente e fisicamente da un gruppo di persone dopo aver chiesto di tenere al guinzaglio i cani. Un altro caso emblematico riguarda un rifiuto di servizio in un bar: il titolare si è rifiutato di servire due persone afrodiscendenti, giustificando il gesto con presunti illeciti passati. Un chiaro esempio di discriminazione diretta, punibile per legge.

Le forme di discriminazione: razzismo e non solo

Il 73% delle segnalazioni riguarda discriminazioni basate su provenienza, origine etnica o religione, tuttavia, crescono anche i casi legati alla disabilità (+125% rispetto al 2023).

Le modalità con cui si manifestano le discriminazioni sono diverse:

  • Discriminazione diretta (37,5%): trattamenti differenziati ingiustificati, come disparità di retta per studenti non comunitari in un corso post-laurea.
  • Discriminazione percepita (22%): atti non esplicitamente riconducibili a una fattispecie legale, ma vissuti come oppressivi (es. microaggressioni).
  • Discriminazione istituzionale (47%): norme o comportamenti di enti pubblici che producono svantaggi. Un esempio? I ritardi nelle questure per i permessi di soggiorno, denunciati nel 16% dei casi. Un dato molto significativo, ma non inedito: anni fa il Ministero degli Interni italiano era già stato condannato per discriminazione proprio per i permessi di soggiorno.

Chi discrimina e dove avvengono le discriminazioni

I principali responsabili sono:

  • Privati cittadini (27%), sia singoli che gruppi.
  • Servizi pubblici (24,5%), tra cui uffici e rappresentanti politici.
  • Forze dell’ordine (18,5%), con un netto aumento rispetto al 2023 (+10,5%).

I luoghi più critici sono gli spazi pubblici (strade, uffici) e i contesti online dove proliferano discorsi d’odio (12% dei casi). Simboli come la bandiera sudista americana esposta su un furgone (un vessillo molto controverso, su cui ad esempio Quentin Tarantino ha idee molto chiare) hanno suscitato il timore in una residente, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Le sfide: under-reporting e intersezionalità

Nonostante l’aumento delle segnalazioni, il fenomeno dell’under-reporting, cioè di una sottostima del fenomeno, resta ampio. Molte vittime non sporgono denuncia per paura, sfiducia nelle istituzioni o difficoltà burocratiche. Inoltre, il 23% dei casi mostra discriminazioni intersezionali, dove si combinano più fattori (es. genere + origine etnica + status economico). Una donna migrante in difficoltà economica, ad esempio, può subire discriminazioni multiple, più difficili da riconoscere e contrastare.

Conclusioni e contatti utili

I dati dello SPAD raccontano una Bologna che fatica a essere inclusiva, ma che ha strumenti per migliorare. La crescita delle segnalazioni è un segnale positivo: significa che sempre più persone trovano il coraggio di denunciare. Tuttavia, serve maggiore formazione, soprattutto nelle istituzioni, e una risposta più efficace alle discriminazioni sistemiche. Perché, come ricorda il rapporto, riconoscere le discriminazioni è il primo passo per superarle.

Per chi volesse segnalare un episodio, lo SPAD è raggiungibile via email (spad@comune.bologna.it), WhatsApp (3317567412) o presso il Centro Interculturale Zonarelli e il Quartiere Porto-Saragozza.

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